domenica 29 maggio 2011

vita nuova, decrescita felice

Guardava la foto di quel gattino che dormiva tra i rami cullati dolcemente da un venticello fresco e pensava che erano passati due anni da quello scatto..
Quant'era cambiata la sua vita da due anni a questa parte?
Allora viveva ancora nella casa di suo padre, con i suoi fratelli, cercava disperatamente il sole e la sua autonomia, Sentiva che quel posto le si stava strappando via di dosso eppure in alcuni giorni credeva ancora che avrebbe trascorso la sua esistenza lì, come se quella casa l'avrebbe dovuta fare progioniera per sempre.
Sognava l'amore e ogni notte parlava con la luna, una sigaretta tra le mani, sfavillìo artificiale sotto il luccicchìo antico di milioni di stelle.
La luna la guidava, la consolava, rischiarava col suo chiarore quella anima triste di solitudine.

Due anni,,,
Qualche capello bianco coperto dalla tinta color cioccolato, tanto amato da tenerlo anche fra i capelli.
Qualche chiletto in più, forme più rotonde a testimoniare che l'ansia di controllare ogni cosa, anche il peso, era svanita. Qualche chiletto in più, ma una nuova serenità, prima sconosciuta.
Un giardino da curare, amare, rimettere in sesto.
Un giardino che fa parte di una nuova casa, una nuova vita.Un grande, immenso, infinito amore. Amore antico che viene dal passato per cullarmi tra le sue braccia.

Non più un gatto randagio che dorme tra le fronde dell'albero di gelsomino nel giardino della nonna, ma una cagnolina dal pelo rosso, dagli occhi a mandorla, piccola creaturina che viene da altri mondi.
L'avevano abbandonata  in una radiosa domenica autunnale, davanti il canile e per mezzo di una volontaria ora sonnecchia sul nostro divano rosso.
Rosso come il calore, come il fuoco.Rosso come l'amore.Come una mela succosa da mordere, rosso come il cuore della vita. Rosso Almodovar come disse un ragazzo che in un negozio magico di Urbino comprava una rosa gigante di velluto celebrando un amore. Al centro della rosa, un taccuino per registrare i sogni.
Chissà quale calligrafia avrà intinto le pagine vergini!
Rosa che conteneva un plaid per scaldare il corpo e l'animo nelle gelide sere d'inverno.
Vaneggio?
Ed ora eccomi qui, in questa nuova vita, senza certezze, la vita che volevo, la nostra libertà.
La nostra decrescita felice :-)