venerdì 26 aprile 2013

Nuda



Possono sembrare buffi certi occidentali che si trasformano dopo i primi giorni in India.
Cambiano i vestiti così come l'espressione sui visi prima tesi.
Sono le foto a parlare.
Le rughe si appianano anche se in alcuni momenti credono di attraversare un piccolo inferno per rendersi conto, alcuni dopo molto tempo, che di liberAzione di trattava.


Dicono che lei faccia da specchio a quello che abbiamo dentro.
Allora per me è stato così?
Il peggio è passato?
Lì sono sentita a Casa.
Una casa immensa, disordinata, colorata, ma pur sempre una Casa.

Il turista occidentale, fresco e ingenuo, viene subito individuato dai commercianti.
E'inutile, loro hanno un fiuto particolare per la novità.
Due teli mare,1000 rupiees.
Era partito da 2500 e tu credevi di aver fatto un affare e di essere stata scaltra a contrattare il prezzo!
Hai finto,con te stessa, di non vedere l'espressione basita della moglie che fissava quelle 1000 rupie tra le tue mani e non allungava le sue per prenderle!
Non le prendeva perchè le sembravano tanto, troppo.
Hai finto di non vedere la sua rabbia,la tensione nel corpo irrigidito dalle parole sussurrate a denti stretti al marito e lui che sembrava le stesse dicendo non ti preoccupare,per loro sono pochi soldi e vi sorrideva
Cobra così si era presentato.
First time in India?
E voi, ubriachi di visioni, emozioni, avevate annuito.Che ingenui!

Subito dopo sarà andata in qualche tempio a fare la puja,ringraziare agli dei aveva detto il vostro amico poco dopo sulla spiaggia di Candolim.
Era il primo giorno in India e sembrava un Sogno.
O lo era?

Vorrei stare lì adesso, a bere un pineapple juice da Martha, in quegli attimi impalpabili, farfalle inseguite nei  pomeriggi d'infanzia, in campagna dei nonni.


tramonto a Goa


Spogliarsi degli abiti occidentali,rivestirsi d'India.
Quel che conta è il continuo spogliarsi e cambiarsi d'abito.
Nessuna certezza, niente a cui aggrapparsi in questo quel Paese strambo dove tutto è possibile e nulla è certo come ripeteva spesso quel papà adottivo oltremare.
La corrente che salta lasciandoti nuda sotto la doccia, i tuk tuk che scorrono nell'anarchia del traffico e tu che ogni volta arrivi a casa illesa perchè in tutto quel caos, un ordine c'è.
Gli scarafaggi nel bagno e non te ne frega (quasi) niente.
I telefoni che non funzionano, perchè la sim che hai acquistato è strana e non prende in tutti gli stati.
La cacca del toro sul vialetto per il mare,la puzza di pipì in alcuni luoghi.
   
tutto è possibile e nulla è certo

La viziata mente occidentale va in tilt... e in questo ritrova quella semplicità atavica e in essa si ristora.
(Se decide di non fuggire via prima del tempo)
Spogliarsi degli abiti, una catartica liberazione.
E adesso mi ritrovo qui, nuda e senza certezze,tra il sole e il silenzio di questo Salento che è come la pancia di una mamma.
Tutto quello che progettavo, prima della partenza, si è mescolato insieme alla polvere rossa delle strade costeggiate dalle palme e al profumo di frangipani,portato lontano dal vento chissà in quale posto,cavalcando fumi d'incenso,odorosi di sandalo.
E adesso non so più trovarlo,mi tocca stare in questo spazio di vuoto e aspettare.
Qualcosa, da questo vuoto fertile emergerà, tra i colori.
Adesso, l'unica certezza è che voglio Scrivere.

immagine da web

immagine da web



Namastè!

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2 commenti:

☾ Tat Tvam Asi ♥