giovedì 23 maggio 2013

Ganesh

Sono in ascolto.
So di amici che attraversano un momento delicato post-India e anch'io vivo in quell'energia.
Sono passati due mesi e solo adesso inizio a realizzare di essere stata lì per davvero...
Vedo/vivo i cambiamenti che già ci sono nelle nostre vite (della sottoscritta e del compagno di vita) e chissà quanti ce ne saranno ancora,come se questo viaggio avesse velocizzato un processo già innescato.
Ci siamo tuffati a capofitto nel fare e ci muoviamo insieme, in coppia con tutti i pro e i contro della cosa.
Ci sosteniamo e accudiamo a vicenda, a seconda dei giorni, e programmiamo nuove avventure insieme fluttuando su scie profumate d'incenso,danzando dentro spirali di fumo.
Intanto mi accingo a realizzare un altro piccolo sogno che cullavo da tempo nel cuore...poi vi racconterò.

Dopo la lezione di yoga di ieri,stamattina abbiamo praticato insieme la meditazione dinamica.
Io e lui, solamente, in campagna della "solita" e straordinaria amica.
Ne avevamo davvero bisogno...
Lei ci ha preparato la colazione, con amore, che abbiamo gustato tra una chiacchiera e l'altra.
Poi prima di andare via una sorpresa...
Ci ha fatto vedere il suo scrigno segreto dei ricordi indiani...un pezzo di cuore in una scatolina di latta ammaccata con l'immagine di colorata di Ganesh,i ricordi del suo viaggio importante,molti anni fa.

foto da qui


E' anche grazie a lei che siamo partiti alla scoperta dell'Oriente e di noi stessi.
Partite adesso, fatelo ora...
Me lo disse una sera in cui aprì un'altra scatola dei ricordi mostrandomi quelle foto,specchio per il mio futuro.
Ganesh ci ha protetti durante il viaggio...
Quante volte ci è venuto incontro?



Ci è venuto incontro ad Hampi, sui ghat, dove ho scattato questa foto.
E' qui che si dispiega la vita vera del villaggio:
donne che lavano stoffe preziose e colorate  nelle acque del fiume per poi lasciarle riposare sull'erba,famiglie intere che si bagnano per le abluzioni,l'elefantessa del tempio,tenera regina, che viene lavata davanti ai turisti affascinati e incuriositi.
Tutti insieme,mondi differenti in quel luogo magico,vigilati da pietre ataviche,dalle forme tondeggianti.
Arrivammo qui dopo un lungo viaggio in sleeper class NO/AC.
Macinammo12/13 ore di bus per 400 km circa (giusto per dare un'idea delle distanze indiane a chi in India non è ancora andato).
La sleeper class è molto comoda per riposare le membra durante lunghi viaggi.L'unico neo è che se provi a sederti, a causa delle botte ti senti in un frullatore...con la testa che sbatte sul tetto,le scosse che agitano perfino le viscere,ma poco importa quando l'anima è in fiamme per la felicità.
Il finestrino è stato  un vivace schermo animato dal quale sbirciare le scene di vita notturna...
C'era ancora il nastro marrone scolorito,appiccicato ai finestrini dai nostri amici molti anni prima, quando andavano in giro per l'India con altri giovani avventurieri e la vita era più semplice nel mondo.
Le lunghe notti in autobus, al freddo, quegli spifferi così fastidiosi che venivano tappati con il nastro.
Lo guardavo e pensavo che il mondo è davvero piccolo, e magico e straordinario se non hai paura di vivere il tuo destino e che le coincidenze sono pane quotidiano che ti sfama.E tu con la pancia piena sai che stai andando bene.
Quella notte perfino quel nastro mi era amico,quante cose mi ha raccontato!
Il bus,abitato da backpacker provenienti da varie le parti del mondo,destini incrociati nello spazio fluttuante di una notte, si è fermato molte volte in improbabili baracchini con la musica sparata a tutto volume per l'occasione.
Quando non c'erano quei bagni puzzolenti e marci,facevamo la pipì in fila, sui bordi delle strade,noi ragazze accucciandoci nei posti più improbabili.
Perchè o la facevi lì o niente.
Hanno un fascino decadente quei baracchini...noi eravamo stati avvertiti non mangiate nulla, potete bere solo il chai
Abbiamo imparato che è meglio fare questo tipo di viaggio a digiuno.
Le strade indiane sono peggio delle strade salentine, ancora più sgarruppate.





Ganesh ci ha salutati anche a Mysore.
Ho scattato questa foto in un piccolo tempio all'interno dei giardini del Maharaja (Stregata dall'Oriente è il vecchio nome del blog).
Reduci anche qui da un lungo e più turbolento viaggio in sleeper class.
La cuccetta stavolta accogliente e profumata dall'incenso,il nostro confortevole spazio matrimoniale,non lasciava presagire la notte assurda,piena di scosse forti dovuta alle strade, alla guida sportiva del conducente che chiacchierava ad alta voce con i colleghi.
Lui che prima di partire aveva preso dei fiori dal tempio per poggiarli in fretta sul cruscotto.
Una benedizione.
Profumo d'incenso buono e fiori gialli e notte indiana.
Come poteva chiamarsi la compagnia dei bus se non Ganesh?
Forse Ganesh si è servito di noi per aiutare quella sperduta ragazza tedesca,una vulnerabile Alex Supertramp al femminile, donarle un sorriso.
L'abbiamo protetta da Hampi ad Hospet,poi da Hospet a Mysore.
Ci siamo persi e poi ritrovati per caso nel palazzo del Maharaja.
Il tempo di un saluto, un sorriso stupito e il destino ha scompigliato le carte, dividendoci per sempre.
Il nostro compito con lei è finito lì.

La nostra cuccetta in autobus



Ganesh ci ha fatto l'occhiolino a Tiruvannamalai, dove siamo arrivati in autobus via Bangalore.
Il bigliettaio che voleva fregarci( non riuscendoci) dicendoci che dovevamo pagare una tassa in piùdi 20 rupie per i bagagli,gli occhi scuri degli uomini a bordo fissi sulla mia pelle bianca,la tensione..tutto è sfumato nei nostri sorrisi quando l'autista ci ha lasciati proprio davanti l'ashram di Ramana.
Questo tempietto si trovava lì vicino,lungo il tragitto che percorrevamo in quei giorni quando lui andava a fare i massaggi , per distendere il corpo e la mente,lo aspettavo all'internet point vicino, collegandomi con l'Italia.E' stata in quell'occasione la prima volta che ci siamo separati durante il viaggio,ognuno a fare le sue cose.
Uno stato su facebook di quei momenti
Venditore di miele in bicicletta (con api e alveare annesso),mucca che passa, colori,scampanellìo.

Ganesh ha una testa di elefante su un corpo umano,una pancia morbidamente grassa,accetta volentieri cibo e fiori dai suoi devoti, e come cavalcatura -lui che piccolo non è-utilizza un topolino,spesso ritratto ai suoi piedi.
[...]
Nei testi sacri indù è considerato colui che rimuove gli ostacoli.Quando una persona deve gettarsi in una nuova impresa,dare avvio a qualcosa d'importante-la costruzione della propria casa,l'inizio di 
un amore,un lungo viaggio,l'assunzione in un posto di lavoro-è a Ganesh che chiede protezione e aiuto per superare le difficoltà sul proprio cammino.
Secondo gli antropologi questa credenza deriva da un culto dell'elefante diffuso nelle campagne indiane sin da tempi antichissimi.Infatti l'elefante è dotato di una forza straordinaria: è capace per esempio di spostare con la proboscide un pesante tronco d'albero caduto sulla strada.
Proprio come l'elefante noi dovremmo imparare ad andare dove vogliamo rimuovendo gli ostacoli davanti a noi.

url


parole e immagine condivise da qui

E' questa la lezione che ho imparato quest'anno, posso andare dove voglio, con la perseveranza e il Cuore posso rimuovere veramente gli ostacoli,realizzare la mia leggenda personale

per realizzare la propria leggenda  le persone arrivano sempre al momento giusto,nei luoghi in cui sono attese

nel primo periodo della vita, infatti, tutto è chiaro perchè tutto appare possibile e i giovani non hanno paura di sognare e di desiderare di raggiungere i propri obiettivi.
Con passare del tempo,tuttavia,questa forza misteriosa sembra offuscarsi e fa percepire i propri sogni sempre più lontani e impossibili da realizzare

psicolinea.it

Ho deciso che per me non sarà mai così.
I miei sogni non ammuffiranno mai in un cassetto, ma quel cassetto rimarrà sempre aperto, affinchè essi possano librarsi alto,danzando nel cosmo.
Noi abbiamo il dovere di realizzare i nostri talenti,compiere le piccole e grandi imprese cullate nel cuore,abbiamo il dovere verso noi stessi e gli altri.
Ogni volta che una persona realizza il suo Sogno ed è felice,gli altri coglieranno le vibrazioni positive.
E' come un effetto domino, io stessa sono stata toccata da altri tasselli e ho cavalcato l'onda.
Non cadono questi tasselli, si sfiorano e danzano i loro Sogni.

13 commenti:

  1. Om gam ganapataye namah.. Che Ganesa sempre con te... Post bellissimo...

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    1. grazie Valentina! :)buona giornata :)

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  2. C'era nell'Ashram dove ho, forse indegnamente, vissuto per un mese, una bella statua di Ganesh proprio all'ingresso, sotto un grande albero. Ogni mattina mi fermavo davanti a quella statua, già tutta coperta di fiori e di polveri colorate, e stavo li in contemplazione. Intorno odore di gelsomino ormai marcio, incenso e polvere.
    Tornata a casa ho avuto per molto tempo sul mio comodino una statuetta di Ganesh e una di Krishna...
    India, davvero una mamma!!!
    Un bacio grande
    Francesca

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    1. che bello leggere questo tuo commento, a quando un post sulla tua India? :) si l'India è davvero una mamma...<3 bacio

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    2. Si, potrebbe essere una bella idea, anche se ormai, dall'ultima volta che ci sono stata, sono passati quasi vent'anni!!!
      Durante il primo soggiorno nell'Ashram avevo tenuto un diario. magari per il post potrei prendere spunto da li!!!
      Prima o poi lo farò.
      Un bacio grande
      Francesca

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  3. Che bello leggerti così, e ritrovarti qui in questo immenso post-India. Non sono così devota e yogica, ma Ganesh è sempre con me, e mi accompagna, anche quando non lo vedo o lo cerco. Adesso ad esempio è accanto al computer, una statuetta di terracotta porta-candela. Ti abbraccio, e salutami lu Salentu

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    1. tornare a casa dopo una lunga e bella giornata fuori e ritrovarti qui, che bello Clara :) il commento sotto c'è,non si è perso,è solo l'impostazione del mio blog che non li pubblica in automatico.Il Salento ti saluta,oggi c'è stato un sole pazzesco,avvolgente.Ti abbraccio cara amica.

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  4. Ti avevo appena scritto un commento, cara Chandana, ma non so dov'è finito. Cerco di riassumere: vivo anche io questo immenso post-India, e Ganesh in una forma o nell'altra è sempre con me, ora ad esempio è qui accanto al computer in questa casa fatata, sotto forma di statuetta di terracotta, con porta-lumino indiano, comprammo questo Ganesh anni fa, per strada, a Bombay. Ti abbraccio e salutami lu Salentu

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    1. ... post-India...alcuni giorni mi viene da dire aiutoooo, riportatemi lì!!! :D mi ha proprio stregata...
      Una statuetta di Ganesh che ti protegge...chissà com'è bello :)

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  5. Ah, questo sì che è un viaggio che ti cambia la vita!

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  6. ... lo porto da me!

    ps pure a casa mia dio Ganesha (come lo chiama il più piccolo) non manca in nessuna stanza ... ehm, rettifico, in bagno nn c'è! dovrò rimediare!
    bacio!!

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    1. oggi ce l'ho sulla maglietta :) a quanto pare c'è un fan club di Ganesh da queste parti :)

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☾ Tat Tvam Asi ♥