domenica 12 maggio 2013

Ricordando Hampi

Fuori piove, è saltata la nostra scampagnata all'agriCampeggio.
E allora la mia anima scalpitante vola fuori dalla finestra cavalcando una goccia di pioggia e intanto si domanda...
Cosa starà facendo in questo momento la camerierina di Tiruvannamalai?
E Manju, che incontravamo sempre in giro per Hampi e non mancavano mai risate e scherzi tra noi tre?
Stavamo pranzando da Venkateshwara, come facevamo sempre in quei giorni (quanto abbiamo amato quel baracchino fatiscente!). Lì gustavamo deliziosi pranzetti e, a fine pasto o per merenda, ci concedevamo sempre un chai bollente, sorseggiato in bicchieri di vetro incandescente come il sole che batteva forte sulle pietre posate con cura in precario equilibrio da giganti poeti.
Fragili equilibri che ricordano quelli dei castelli di carte da gioco che si costruiscono nei momenti di noia.

Il sofisticato ingresso :)

Io stanchissima nel Venk.

Il simpatico proprietario, accanto al cameriere i bicchieri in acciaio che venivano dati agli indiani, a noi occidentali quelli di vetro. A Tiru ne abbiamo acquistati un paio di quelli in metallo, li utilizziamo ogni giorno a tavola :)

Manju ci aveva riconosciuti  dopo la nostra "visita" all'internet point (una stanzetta con 4 pc sgangherati, il mio ponte di contatto con l'Italia, con voi) e cercava di proporci con una certa insistenza un risciò per Hospet a prezzi esorbitanti.
(Da lì avremmo preso un bus notturno per proseguire il viaggio nella caotica Mysore).
Nel frattempo, una coppia simpatica, da dietro la sua spalla, ci avvisava (tra occhiolini e gesti) che il prezzo era troppo alto e che c'era il bus che avremmo potuto prendere spendendo soltanto qualche rupia a testa ( e così facemmo, diventando anche angeli custodi di una giovane e impaurita turista tedesca...)
Quando Manju si allontanò alla vista di una coppia di turisti più freschi, il ragazzo della coppia ci chiese se potevano sedersi al tavolo con noi... mentre la ragazza timida roteava gli occhi in aria come per dire ma che domande fai.
A noi invece sembrò un sogno, in quel paradiso di backpackers ci eravamo sentiti protetti ma soli, ognuno sembrava assorbito dalla sua esperienza.
Non c'erano altri italiani nei paraggi, lo confermava anche il registro della stazione di polizia, ci avevo dato una sbirciata,sfogliando le pagine precedenti alla nostra, quando eravamo andati a registrarci a mano.
Ovviamente dicemmo SI ai due e così , tra un paio di Masala Dosa (ordinati da loro) un paio di  Thai (nostri) noi quattro ci lanciammo in un improbabile e coloratissimo patchwork di parole volanti in angloportoitaliano!
Infatti, neanche loro, i nostri nuovi amici portoghesi, avevano una grande padronanza della lingua inglese, pur vivendo a Londra da qualche tempo.
Così, cercavamo di parlare in inglese e quando non ci veniva in mente la frase successiva parlavamo lentamente ognuno nella sua lingua madre, in modo che gli altri potessero capire.
E' stata la conversazione più colorata della mia vita!
Arrivavamo tutti da  Goa, noi da Candolim, loro da Palolem, che è meglio di Candolim mi disse una simpatica signora goana all'aeroporto di Chennnai, molti giorni dopo (un'altra compagna di cordata )
Come noi erano da poco in India, noi per un mese, loro per quattro.
Quando farà caldo andremo a Nord, disse lui, non ricordo in quale sfumatura linguistica...
Lavoravano al mercato dei vegetali londinese, avevano messo un pò di soldi da parte per lanciarsi in quest'avventura e quando finiremo i soldi torneremo.
Ancora mi chiedo se siano rimasti quattro mesi o meno, se siano tornati a Londra o in Portogallo.
Li ho immaginati nella vivacità del mercato, a lavorare duro, fare dei sacrifici per poi partire all'avventura.
Erano davvero belli avvolti nel loro profumo d'India, sapevano di libertà, quella che conquisti con tutte le tue forze e che ha il suo sapore particolare...speciale.
E Vi aveva in quei giorni  gli occhi più grandi del solito ( così lo vedevo), l'anima più leggera, l'umore ottimo.
Lui che è sempre misterioso, sembrava trasparente, come se potessi leggergli dentro.
Invece io mi sentivo un pò affaticata, mi mancavano C. e la J. e la loro protezione a Goa, i racconti della vita nell' ashram a Puna1 e 2,di quando stavano con Osho, delle cose che diceva, di come era davvero...
Insomma  avrei voluto rimanere con loro ancora un pò!
(E pensare che dopo qualche giorno i nostri stati d'animo si sarebbero ribaltati completamente!)
Noi quattro parlammo del Portogallo e dell'Italia, della crisi, del lavoro che non c'è, del fatto che loro si erano dovuti spostare a Londra apposta.
Sfiorammo argomenti disparati, come la corruzione,  da noi  non c'è un  B.come da voi, ma ci sono tanti piccoli B corrotti ci disse lui.
Quando parlavamo del Portogallo e dell'Italia cercava sempre un equilibrio, attento a mettere lo stesso peso di parole su entrambe le parti della bilancia.
Si assomigliavano un pò lui e Vi. Stessi capelli selvaggi e barba incolta, occhi tendenti al verde, che si attenua o diventa scuro a seconda dell'umore.
Parlarono, tra le varie cose, anche di Saramago, della sua scrittura.
Lo trovo difficile da leggere, ma voglio provarci, hai qualche libro da consigliarmi?Disse lui
Mi piace molto,apre la mente rispose Vi è come un allenamento la sua lettura e gli consigliò un libro.
La ragazza, occhi azzurri e capelli castano chiaro, parlava meno, ma tra occhiate e risate trovammo comunque la nostra frequenza di contatto.
Scoprimmo di essere entrambe vegetariane e scattò una sorta di complicità.
Quando poi si alzarono per pagare, lei mi fece l'occhiolino e lui disse sorridendo ci vediamo dopo in giro e poi un lampo nei suoi occhi... e aggiunse forse...
Un presagio?
Non so perchè, Hampi è piccola, di solito rivedevamo sempre tutti... eppure anche a me scappò un maybe e uno strano presentimento mi avvolse.
Non penso che li vedremo più dissi a Vì
Dici?
Infatti...
Saranno andati dall'altra sponda del fiume, dove ci sono le guesthouse più carine ma dopo le sei non c'è più la barca per tornare indietro... chissà...
Non conosciamo nemmeno i loro nomi...
Ciao cari amici, ovunque voi siate.
Forse ci siamo già conosciuti in un'altra vita :)



O forse era quello prima... :) Da qui si vedeva la vita del villaggio... adulti, bambini, mucche di passaggio... un piccolo schermo animato




















il nostro prelibato Thai <3
Invece abbiamo rivisto il giovane  Manju , il tempo di qualche battuta e del suo Happy Journey
mentre il proprietario del Venkateshwara impacchettava i nostri panini, io fluttuavo verso l'infanzia, ipnotizzata dalla sua antica, lenta gestualità.

I panini impacchettati con la carta di giornale in Hindi che non mangiammo a causa della turbolenta corsa in sleeper class...



Chai al Venkatesh
Ah, non ricordo se ve l'ho già raccontato in qualche vecchio post, ma il locale altro non è che un baracchino ricavato nello spazio tra due case, con una copertura in eternit.
Una piccola oasi di pace per backpackers e turisti indiani, il nostro cinema all'aperto: uno schermo animato e vivace dal quale osservare la vita del villaggio.

Intanto ha smesso di piovere...
L' ultima goccia mi ha riportata nel tepore del nido di casa, i ricordi di Hampi sfumano e tornano ad alloggiare nel mio Cuore, devo tornare alla realtà.
Qui ed ora.

18 commenti:

  1. Questo post ha un sapore nostalgico... un odore di viaggio e di incontri.

    Bello da mangiare!;)

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    1. sembrerà strano ma sto ancora metabolizzando questo viaggio :)

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    2. Ti credo, capita anche a me. Si vede che ti ha segnata, in senso positivo :)

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    3. :) si :) sai che sto sfogliando, incantata, le foto di DevantArt? :)

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    4. Uh... mi fa piacere!!!! :)

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    5. con Recuenco poi...è stato Amore a prima vista!!!! *_* Oggi mi hai spalancato un mondo...

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  2. Ciao bellissimo post,si riescono quasi a sentire gli odori. È bello ogni tanto staccarsi dalla realta e ritornare nel passato,viaggiare nei propri ricordi. Ciao

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    1. Ciao Tirid,mi piace condividere quello che ho vissuto e nello stesso momento in cui scrivo focalizzo meglio determinati aspetti :)

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  3. Sembra quasi un sogno, riesco a vederti a cavallo di quella goccia di pioggia in viaggio verso la terra che ami tanto. e, come quando si va tanto lontano, sembra che l'India ti abbia ospitata per anni anziché per "solo" un mese.
    Gli incontri in viaggio sono indimenticabile, soprattutto quando si incontrano delle anime affini, anche per poco. Lasciano il segno.
    Buona giornata!

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    1. è vero,sembra di esserci stata per molto tempo,come sempre cogli dritto al cuore della situazione :) L'incontro con i portoghesi ci ha toccato molto, a volte ci diciamo davvero che forse li abbiamo conosciuti in un'altra vita per la complicità che era scattata :)

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  4. Anche tu in viaggio, vedo! Ma il tuo è molto più recente, vero?

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    1. si,ne parlo spesso e volentieri qui sul blog,volando con la fantasia in quei posti per me magici.Siamo tornati meno di due mesi fa...

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  5. Grazie per avermi fatto viaggiare e sognare con te!

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    1. Ciao Claudia,grazie a te per letto la mia esperienza :)

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  6. ... e che bello leggere questo blog ogni volta ^_^

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  7. Ciao Chandana, grazie della visita. Abbiamo un'altra cisa in comune oltre al reiki (se poi pratichi o hai praticato yoga ne abbiamo tre :) ) ovvero io adoro il Salento, ci vado spesso, anche se non tutti gli anni, in vacanza nella zona di Otranto, si mangia benissimo e mi piace moltissimo la taranta, che ho anche indegnamente tentato di ballare ad una festa di piazza :))
    Il tuo racconto dell'India è molto interessante, sembrava di essere in uno spezzone di un film.

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    1. Ciao Niviane, davvero vieni nel Salento?Adoro Otranto!Abito a pochi chilometri da Gallipoli,ma Otranto è sicuramente la mia preferita e ci vado ogni volta che posso.La Taranta è soprattutto lasciarsi andare, adesso hanno inventato varie tecniche per ballarla, in realtà più ti abbandoni alla musica e alla danza, meglio è.L'importante è che ti sia divertita:)TRall'altro, proprio ieri pensavo di scrivere un post sulla Taranta.Sai che dopo le superiori sognavo di fare sceneggiatura?Torna presto a trovarmi, a presto!

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