domenica 1 settembre 2013

Il toro di Candolim

La serata musicale di ieri al bosco è andata benissimo,presto le foto.
C'eravamo tutti ed è stato emozionante vedere Vincent sul palco.
La performance del gruppo mi è piaciuta,avevo sentito il pezzo anni fa registrato su una musicassetta ma la potenza della musica dal vivo è tutta un'altra cosa.
Si respirava allegria e affetto per la reunion del gruppo.
Sperando di sentirli suonare ancora!
Mi è piaciuto moltissimo anche il gruppo seguente, una tribute band degli Ac/Dc
C'era un tipo uguale a lui



con tanto di cartella! (che però nella foto non c'è)
C'erano i bikers salentini con le loro motorazze,c'era allegria.
Stamattina abbiamo fatto una passeggiata in fiera per la festa patronale, niente di che.
Dopo però abbiamo pranzato in famiglia dai suoceri,con i cognati e il nipotino "rock" come dice lui.
Il menu veg per me (al loro si aggiunge la carne) :
pasta casereccia al sugo
involtini di melanzane
funghi ripieni
e dolci! :)
Oggi a pranzo si è parlato dell'India, Vi ha raccontato di quella volta che...

Eravamo a Candolim,al nostro shack preferito, frequentato prevalentemente da meditatori e sannyasin italiani,russi e georgiani (Candolim dove l'avventura indiana è iniziata e dove, dopo mille peripezie è finita...oasi di pace nella quale riprendere fiato.Lo dice anche in questo articolo "leggero" che è un ritrovo di meditatori e sannyasin)
Dopo pranzo decisi di recarmi a casa (a pochi passi da lì) lasciando Vì a rinfrescarsi con la brezza dell'oceano e rilassarsi in compagnia di un buon libro.
Ma sul sentiero sabbioso, costeggiato da palme, una "visione"improvvisa ...l'immenso toro che si aggirava per il paese e dal quale ci avevano messi in guardia (state attenti al toro!) era sdraiato in orizzontale bloccandomi la strada.
L'unico modo per passare era andargli vicino vicino,quasi sfiorandolo....
Che fare?
Proprio in quel momento passò il ragazzo di Calcutta che lavorava allo shack.
Un ragazzino dagli occhi grandi  di mandorla dolce,esile e dai lineamenti delicati che assomiglia a mio fratello piccolo lo smilzo (l'indianino rispondeva sempre Sure quando ordinavamo qualcosa...pronunciandolo in un modo adorabile tutto suo... esciù )
Dopo una breve conversazione in inglese in cui gli spiegai che avevo paura di passare per via del toro, lui stupito,nella parlata dolce e gentile che lo contraddistingue,disse Perchè?Puoi passare, a lui non importa gli diede una carezza con premura e passò tranquillo...
Io feci lo stesso (carezza a parte) e tornai a casa con la coda tra le gambe e sentendomi anche un pò stupidotta.
Forse vale anche per la vita...a volte quello che più ci fa paura non è realmente minaccioso,forse si tratta di cose con le quali dovremmo prendere solo più confidenza.
Forse ne abbiamo paura solo perchè qualcuno ci ha condizionati,anche involontariamente.
Si tratta di conoscere,sperimentare.
E così a pranzo ripensando al giovane di Calcutta è arrivata la sua lezione di vita.
Una comprensione.
E' proprio vero quello dicono C.e J. i nostri amici (molto più che amici) l'India è una maestra.
Lì per un occidentale è tutto nuovo,imprevedibile,è un gioco continuo,una meditazione continua.

L'amico toro


ps e poi V mi rimprovera che parlo sempre dell'India...alla fine non è da meno!

Namaste!




6 commenti:

  1. Ma quando una cosa ti colpisce nel profondo come fai a non parlarne.
    Grande la lezione del toro... ed e' proprio cosi'!!!
    Bacione
    Francesca

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    1. E infatti,Francesca, come faccio a non parlarne?Tu si che mi capisci :) ♥ Ma lui si scoccia e allora per un pò non gliene parlo...e poi comincia lui!☺
      Un abbraccio

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  2. ..a me era successa la stessa cosa ma nelle nostre campagne... ho fatto dietrofront con passo deciso con una strizza bestiale.. poi ho saputo che era un bue e non un toro... :)

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    1. delle volte il nostro campanello d'allarme interiore si accende proprio senza senso :) benvenuta tra queste pagine :)

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  3. Che bella questa storia di vita "indiana" e la morale che ne hai tratto, credo anch'io che sia proprio così. :) Buono il menù veg, soprattutto alla voce "funghi ripieni" gnam gnam

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  4. Che bello questo racconto lontano e che bella la figura del ragazzino di Calcutta! Saluti dalla Thailandia!

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☾ Tat Tvam Asi ♥