lunedì 28 aprile 2014

Di Morti e Rinascite e PrimaVera

Come descrivere l'intenso agglomerato di situazioni, incontri, emozioni che ho vissuto intensamente negli ultimi giorni? Solo qualche giorno fa scrivevo:

Ci sono giornate, come questa, in cui tutto di tocca da vicino e morte e vita si intrecciano e ti lasciano stupefatta. La morte improvvisa di un signore gentile, un custode di gelsi, che ho visto solo una volta  ma che mi aveva colpita- che ha sconvolto tutta la comunità- e poi la Vita che scorre inesorabile. C'è chi muore e chi rinasce e dopo tanti giorni di fiato sospeso, a volte lacrime, e preoccupazioni familiari. Ho potuto svegliare una persona cara e dirle: "I controlli sono andati bene, non hai niente" e vedere il suo sorriso che spunta da sotto le coperte, le lacrime emozionate di mia nonna e sentire, ovviamente, il mio cuore che batte come un tamburo. Se avessi detto: "Non morirai" sarebbe stata la stessa cosa...

Queste sono giornate forti, da ricordare.

E poi c'è lei, che è andata a farsi bella, perché la casa stava svanendo sotto chili e chili di pelo, e sa di esserlo perché si pavoneggia da tutto il giorno.



E ancora, in famiglia, l'emozione è forte.
Mi rendo conto di essere una persona abbastanza singolare, qualsiasi cosa succeda, mi sento sempre nell'occhio nel ciclone, così sembra che la mia vita sia perfetta, che io non abbia mai problemi. Non è così, li ho e, a volte, anche più di quelli che ho intorno e si lamentano ma ho degli strumenti a disposizione e li utilizzo. Amo la mia esistenza e so che è perfetta così. Questa può essere l'unica differenza. Stare nell'occhio del ciclone vuol dire fidarsi, sapere, nel profondo del cuore che tutto va bene, che ogni cosa è giusta così, anche se in quel momento ci fa piangere. So che, qualunque cosa accada, le difficoltà sono solo momentanee. Se c'è da piangere piango e, quando mi sono svuotata, esco e mostro al mondo il mio sorriso sincero che è come l'arcobaleno dopo la pioggia. Ecco il "segreto".
Mi sento forte, fortissima ma so anche flettermi se tira troppo vento. Non mi spezzo perché il mio nucleo è indissolubile e dovrebbero saperlo tutti, quel sapere che non è solo intellettuale ma che scaturisce da un click. Come ha detto qualcuno: "La vita è uno stato mentale" e questo lo so bene.

Intanto ieri siamo stati qui, in un piccolo angolo indo-salentino, per l'occasione.


Abbiamo bevuto un chai, ascoltato dell'ottima musica e salutato quegli amici che vediamo una, due volte l'anno ma che ogni volta ti accolgono con il loro radioso sorriso e la loro disarmante semplicità. Tra gli ulivi e il vento della nostra terra, sotto un tiepido sole.

La Vita è bella! :-)

mercoledì 23 aprile 2014

La mia Rinascita

Quest'anno ho festeggiato la Pasqua in maniera speciale, realizzando un piccolo sogno che cullavo in grembo da qualche anno. Ho partecipato ad uno stage di danza indiana, con una maestra meravigliosa, una danzatrice incantevole per la grazia che trasmette.
Vidi un suo spettacolo anni fa e l'amore per l'India esplose totalmente, perché lei ha l'India dentro e lo diffonde nell'aria come il fumo profumato di un incenso. 
Abbiamo danzato la Rinascita, in un cerchio di donne, e come un serpente che muta la sua pelle, anch'io sono nata ancora.

Uno dei passi che abbiamo eseguito, la Terra e il Cielo. Immagine da qui la pagina è di una cara amica


Il lavoro sul corpo è così, se non viene strappata la dimensione spirituale.
Mi sono resa conto di aver ancora tanto su cui lavorare ma la vecchia pelle è caduta ancora una volta e mi presento al mondo nuova. Mi sono purificata con una fascina di rametti di ulivi e incenso, nel cerchio magico, attraverso la danza.

Questa per me è la Pasqua, la Rinascita.

L'uovo cosmico
Continuo a seguire quel filo e a danzarci su da qualche giorno.
Porto con me la nuova esperienza, i sorrisi delle altre donne, la nostra danza insieme, la nostra sorellanza. Pur non conoscendoci è venuta alla luce, perché esperienze così accellerano il processo di amicizia ed è come se ci conoscessimo da sempre. Perché il corpo non mente, mai.
Vi lascio con questo video di danza Odissi che mi ha incantata augurando anche a voi una Serena Rinascita.
Namaste!

*** È stata pubblicata oggi la terza tappa del mio viaggio in India, per leggerla e commentare vi  aspetto qui, mi farebbe davvero piacere leggere i vostri commenti :-) ***

venerdì 18 aprile 2014

Shhhht, realizzazione di sogni in corso

Qualche anno fa ho lavorato in una web agency, ricordo che quello che mi piaceva del posto era la condivisione degli spazi di lavoro, senza saperlo stavo sperimentando il coworking.
Ricordo di un ragazzo che trascorreva tutto il suo tempo libero lì dentro, il rumore incessante dei tasti del pc sotto le sue dita ossute, il suo rimanere in ufficio anche nel weekend.
Credevo che fosse pazzo, come era possibile svolgere una vita simile? Non aveva degli amici?
Poi, una sera, ci siamo ritrovati a chiacchierare. C'era anche una coppia di clienti.
Parto in Russia, disse.
Spalancai gli occhi e, con grande interesse ed entusiasmo, ascoltai i suoi racconti.
Mi resi conto che probabilmente non avevo sbagliato a considerarlo pazzo, l'errore risiedeva nell'accezione negativa che avevo dato.
In tutti quei mesi si era impegnato totalmente per programmare il suo viaggio e ci aveva creduto fino in fondo.
Seppi che non era la sua prima volta in Russia, ci era già stato diverse volte, a volte arrivandoci anche in maniera avventurosa.
Ricordo una sera, venne vicino la mia scrivania porgendomi un mouse nuovo di zecca: Lo vuoi? L'ho appena comprato ma non mi trovo bene con questo modello.
Accettai come faccio sempre con i doni. Quella fu, credo, la nostra ultima conversazione.
Una parte di me giurò che in qualche modo, prima o poi, avrei fatto lo stesso, quel ragazzo mi aveva fatto vedere un'altra prospettiva di vita.


Per molti mesi ho pianificato con il mio compagno il viaggio in India, rinunciando praticamente a tutto il superfluo, per poterci concedere il biglietto dell'aereo.
In realtà non è stato veramente difficile perché conduciamo una vita abbastanza tranquilla (solo qualche anno fa amavo la vita mondana!) ma qualche volta abbiamo dovuto dire no ad una pizza tra amici, ad una serata al cinema, ad acquistare dei vestiti nuovi.
Poco importava, avevamo un obiettivo. Ricordo ancora il giorno in cui, fra lo stupore dei parenti e degli amici abbiamo annunciato la nostra partenza. Ricordo tutti quelli che ci chiedevano dove avessimo preso i soldi e sembrava che dovessimo dare delle spiegazioni a tutti.
Alcune di queste persone ci ha giudicato in un certo modo... quello che mi fa sorridere è che poi non si pongono problemi ad acquistare un cellulare da 600 euro, un pc da 1000 e più oppure una giacca alla moda da 400 euro o a pagare l'abbonamento della pay tv.
Eppure si chiedevano dove avessimo preso i soldi. Forse delle volte non ci si arriva proprio.
Magari uscivano ogni sera a mangiare e bere fuori mentre noi, nel frattempo, da prudenti formichine, mettevamo da parte anche i centesimi nel salvadanaio.
Viaggiare non è poi tutto questo gran lusso, viaggiare non è una cosa da ricchi. Conosco persone che sono andate in India in autostop seguendo la rotta hippie senza soldi in tasca e non sapendo cosa avrebbero trovato lungo la strada. Questo è accaduto qualche anno fa ma è stato pur sempre un rischio, uscire fuori dagli schemi prestabiliti per fare ciò che si desidera.
O altri che, giovanissimi, hanno messo da parte spicciolo su spicciolo per acquistare un biglietto di sola andata. O che lavorano d'estate ai mercatini e poi vanno a svernare in India, conducendo una vita semplice, quella che desiderano.
È solo una questione di priorità, ognuno offre la precedenza a quello che sceglie, che preferisce ma credo che non ci siano sogni impossibili.

Tornata dall'India non pensoavo ad altro che tornare, non è stato ancora possibile ma ho sfruttato tutti questi mesi per studiare come costruirmi una carriera da nomade digitale e in più altre modalità su come portare il lavoro ovunque io sia.
Non posso dire di esserci ancora riuscita completamente, sono solo agli inizi, ma continuo a lavorarci su e ho trovato il modo di unire le mie competenze, i miei studi e le passioni e metterle in forma attraverso la scrittura, creando dei contenuti online per altri.
Racconto questo perchè proprio ieri ho ricevuto una battuta acida da parte di una persona che crede che non abbia altro da fare che stare al computer tutto il giorno. Proprio quello che io stessa pensavo del ragazzo di cui vi ho parlato su :-)
Le mie notti a studiare, le ore seduta davanti allo schermo, a volte stremata, a documentarmi, a informarmi e scrivere mi stanno portando in una direzione... chissà che un giorno non possa dirvi, proprio da questa piattaforma: Ce l'ho fatta!

Immagine da qui
La mia postAzione
In India

giovedì 17 aprile 2014

Accadono cose...

Ogni tanto penso che forse è rischioso mettere la propria vita su internet, che non dovrei raccontare tante cose di me... ma alla fine che male c'è, non ho niente da nascondere e non devo proteggere il mio ego, anzi tutto il contrario.
E così torno, cedo alla tentazione di condividere su questa piattaforma che mi piace tanto.
Ho tenuto in caldo questo post per qualche giorno... oggi è il momento giusto per condividerlo :-)

Accadono cose...
Mi accorgo che, andando avanti nel cammino della Vita, scopro di tornare indietro.
Credo di aver scoperto qualcosa di nuovo su me stessa, una passione, una sfumatura... ma poi ricordo un dettaglio dell'infanzia, una fiaba, un gioco...
Le mie favole preferite cullavano in seno storie di cani affettuosi, nativi americani che tessevano mandala, bambine strappate all'India, orfanelli da abbracciare.
I ricordi più vividi riguardano le spedizioni con il nonno e altri bambini in luoghi segreti del Salento, a contatto con la natura, i pomeriggi in pineta con mio padre che mi insegnava ad abbracciare gli alberi o che mi spiegava come accarezzare le piante perchè "sentono" le persone. I viaggi con i miei ad Assisi, quando i miei fratelli non erano ancora nati... Assisi invasa da ragazze con le gonne lunghe e giovani capelloni. I viaggi in treno con mia nonna, le domande."Ti mancano i tuoi genitori?" ed io che rispondevo candidamente di no, già piccola indipendente.
I foulard indiani della mamma e le sue gonnellone.
Il terzo occhio disegnato per gioco e gli incensi che bruciavano nelle stanze... il suono della chitarra di papà.
L'odore del parquet della saletta di danza, così simile all'aula di yoga.

E mi stupisco perchè ricordo mille altri stimoli ricevuti, ma chissà per quale strana alchimia, ho scelto questi... e li ho portati con me fino ad oggi, per scoprire di essere sempre la stessa bambina.

Per vedere l'altro mandala clicca qui



Quanti pomeriggi a giocare saltellando su quelle mattonelle... mi dicevano qualcosa... ma come potevo immaginare?








Da web

Da web

Accadono cose che sono come domande, passano minuti oppure anni e poi la Vita risponde.
Alessandro Baricco

mercoledì 9 aprile 2014

Seguendo quel filo...

È da un pò che non mi racconto sul blog, tante volte ho aperto questa piattaforma con l'intento di scrivere un nuovo post personale, per concludere sempre nello stesso modo, richiudendo automaticamente la finestrella.
Eppure ho scritto tantissimo in questo periodo, tanto da dover tralasciare tutto il resto, i mandala, la tessitura...
Con immensa sorpresa sono arrivati anche i primi soldi, piccole cifre, ma che emozione!
Dopotutto era uno dei miei sogni fin da bambina, scrivere.
Non il solo: scrivere, viaggiare e sostenere chi non ha una famiglia o chi ce l'ha e deve cavarsela da solo.
Ma saltiamo i primi due punti, andiamo direttamente al terzo.
Ogni tanto mi succede, raccontando dell'India, che qualcuno mi chieda con aria di rimprovero: "Ci sei andata per fare volontariato?", come se per fare volontariato si debba necessariamente andare dall'altra parte del mondo.
Non capisco.
Il volontariato fa parte del mio cammino da quando ho messo piede su questa Terra, perchè sono nata in una famiglia sensibile al riguardo, mi sono fatta le ossa in ambienti difficili proprio a due passi da casa... quindi non pensavo di andare in India per questo motivo.
Volevo conoscere altro, semplicemente.
Ma appena tornata ho sentito che qualcosa scalpitava dentro me e mi sono impegnata nella ricerca di un progetto da sostenere nella terra che amo, che non avesse a che fare con la politica o altri interessi mascherati da beneficenza. Gira e rigira ho scoperto la scuoletta di Varanasi, di cui ho parlato spesso sul blog.
Ed è a loro, ai bimbi della scuola, che penso ogni giorno. A loro dedico alcuni momenti luminosi, preghiere cantate e sorrisi del cuore.
È apparentemente strano che la mia calamita interiore si sia attivata in un posto così lontano, ma in cuor mio ho tutte le risposte e sento che al momento è una Via da seguire.

Il mio tempo con l'India non è ancora finito e forse... deve ancora iniziare, probabilmente danzo ancora sulla punta dell'iceberg.

hiscinnamongirl:    Another cute map of India
Immagine Pinterest


È lei il filo di tutto e negli ultimi tempi ho avuto la fortuna di approfondire la sua conoscenza in vari modi, stando qui a casa.
Per esempio attraverso il cibo, partecipando ad una cena con pietanze preparate da un cuoco indiano.

Indian thali - meal made up of a selection of various typical dishes including rice, dal, vegetables, roti, papad, curd (yoghurt), small amounts of chutney or pickle, and a sweet dish to top it off.Thali dishes vary from region to region and are usually served in small bowls, called katori, which are placed on a round tray, the actual thali - often a steel tray made with multiple compartments is used. #food #culture #india #cuisine
Immagine Pinterest


Per alcuni istanti, quando sfumature di sapori differenti infiammavano la mia bocca, ho creduto di cenare in qualche suggestivo posto del Karnataka.
Solo che questa volta, io e V, non chiacchieravamo amabilmente con due backpackers portoghesi, ma con una coppia di salentini doc con i quali condividevamo il tavolo perchè nel locale si usa così.
Abbiamo scambiato racconti, pareri e impressioni sui viaggi passati, i nostri e i loro, sorseggiando del buon rosso e ridendo di gusto.

By Anne Laval, 2010, Postcard: Chaï tea.
Immagine Pinterest

Cena e musica hanno perso il ruolo di regine della serata, diventandone il sottofondo, mentre il nostro relazionarci è passato, gioiosamente, in primo piano.
Sono una grande sostenitrice del viaggio, ma a volte ci dimentichiamo di vivere la vita quotidiana con lo stesso stupore e la stessa apertura di quando siamo lontani da casa... e quando ci lasciamo andare, dalle nostre aperture, arriva vento fresco, ovunque noi siamo. Ovunque.

Seguendo il filo ho anche partecipato, con una nuova amica, ad una giornata, rivolta ad operatori, dedicata al massaggio ayurvedico.
È stata una buona occasione per conoscerci meglio, confrontarci riguardo i nostri studi e scoprire altri approcci, in una location di lusso...

La location del corso, nel Salento.
Nello stesso luogo, l'altro giorno ho potuto rivedere, ad una conferenza, i medici ayurvedici che mi hanno fatto la lettura del polso, nadi vigyan, a dicembre.
Provengono da Mysore, ma lavorano a Delhi.
Sono sempre più interessata all'ayurveda e mi considero fortunata per aver ricevuto un vero massaggio ayurvedico ( così conosco la differenza...)  in India e partecipato ad un corso serio dello stesso massaggio la scorsa estate... e così ogni occasione è buona per approfondire un mondo così vasto e interessante.

According to Ayurveda, all meridians (nadis) begin in the scalp and end in the soles of the feet. Many neural endings, receptors, and marmas (Ayurvedic pressure points) are also located here.   Helps to calm the mind and maintain eyesight and hearing. It promotes quality sleep and improves peripheral circulation. A foot massage aids foot health (alleviates pain, improves muscle tone and nourishes the skin), helps prevent sciatica.
Immagine da Pinterest

Love Indian head massage! Discovered it in Kerala, more here ... http://www.ripplemassage.com.au/indian-head-massage-massages-therapy.html
Massaggio alla testa. Foto da Pinterest.

La conferenza è stata interattiva, basata su domande e risposte.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi da parte del pubblico e le risposte dei medici indiani e del medico occidentale (che sta affiancando al suo percorso gli studi di medicina indiana).
Secondo loro, alcune malattie, come la sclerosi multipla, possono essere curate con la medicina ayurvedica.
Dipende, ovviamente, anche dallo stadio di avanzamento e da una serie di fattori che non sono di mia competenza, ma ho lavorato per oltre un anno con persone affette da sclerosi multipla e sla e questa notizia mi ha rincuorata.
Ho già sentito parlare di cure in paesi esteri, ma non avevo pensato all'ayurveda.
È stato emozionante ascoltare i due vaidya, medici riconosciuti a livello mondiale, che ci parlavano con una semplicità disarmante, affrontando determinati argomenti da un punto di vista olistico, parlando dell'importanza di quello che mangiamo e "prescrivendo" la meditazione da fare due volte al giorno.
E il medico occidentale... che dire? Ha trasmesso competenza ed entusiasmo nel suo lavoro.
In attesa di nuovi racconti, vi lascio con una "cartolina" dalla mia terra.

Fico d'India :-)



Namaste!


India is calling .....
Immagine Pinterest da lei


* Il Filo d'India è un bel gruppo su Anobii, per chi non lo conoscesse :-)

martedì 8 aprile 2014

L’inganno dell’amore materno

*Contest vinto


Maternità e amore - Estratto da "L'inganno dell'Amore Materno"



L’inganno dell’amore materno, come evitare che il “Troppo Amore” distrugga i figli e la coppia, di Anatolij Nekrasov stravolge la visione della donna con figli intesa come "mamma chioccia" e invita a considerare la figura materna da una prospettiva differente. Una mamma non è solo tale ma, anche e soprattutto, una donna e una compagna. Un ruolo non scinde l’altro. Dimenticando questo si contribuisce a creare, con atteggiamenti errati, uno scompenso nei ruoli genitoriali. In tal modo, l’eccesso di amore materno diviene un problema non solo per la donna, ma per tutti i membri del nucleo familiare.

“[…] scopo della vita è amare. Amare se stessa, le persone, gli uomini, la Terra, la vita in quanto tale. La maternità dovrebbe essere solo una conseguenza di questo amore, che la donna realizza esclusivamente se è lei a volerlo. Una conseguenza, non lo scopo principale della vita”.

Nel libro sono riportati alcuni esempi che riguardano le conseguenze negative del troppo amore materno. Situazioni estreme generano problemi di salute nei figli o nel compagno o più frequentemente possono contribuire alla mancanza di radicamento e autostima con conseguente difficoltà nel riconoscimento e/o autoaffermazione dei propri  talenti, della propria volontà.
Può sembrare strano, ma l’eccesso di sentimento materno, dal punto di vista di Anatolij Nekrasov, può essere causa, tra i tanti disagi, anche di un mancato concepimento. Altri effetti sono visibili in una forte aggressività che i figli manifestano nei confronti dei genitori.
Una figura materna troppo presente, eccessivamente premurosa o autoritaria, impedisce ai figli di sviluppare una maturità tale che permetta loro di autosostenersi.
Di conseguenza, l'ingresso all'età adulta sarà difficoltoso. Privi degli strumenti necessari che servirebbero per discernere o affrontare determinate situazioni, possono facilmente scivolare in circostanze poco piacevoli.

"Se volete che i figli siano felici siate felici voi stessi. 
Ai figli si può dare solo ciò che si possiede”.

Da una frase come: ”Vivo solo per mio figlio” traspare un amore morboso che annulla la presenza del partner e concentra tutto sulla maternità, mentre, secondo l’autrice la base di questo amore dovrebbe essere l’amore dei coniugi (quando ci sono entrambi).
“Ho dato la mia vita per te, ho rinunciato a tutto”, l’impatto di frasi del genere sui figli può essere distruttivo.
Il troppo amore è inteso non come amore vero e proprio, ma attaccamento, smania di controllo, fonte di eccessive attenzioni, non ascolto delle vere esigenze dei figli e conseguente manipolazione delle loro vite, il più delle volte inconsapevole. 
A volte tale amore si adorna di competenze pedagogiche o proietta sui figli tutte quelle aspettative che corrispondono ai sogni non realizzati.
Tutto questo non può che generare squilibri.
Individui vittime del troppo amore possono arrivare, tuttavia, a ricoprire ruoli di potere, generando gravi problemi sociali, non mancano gli esempi anche nella realtà contemporanea.
Attraverso esempi e brevi storie Anatolij Nekrasov ci accompagna in un breve viaggio alla scoperta dell’altra faccia della medaglia dell’amore materno.

«Immagini un’orchestra: molte trombe, tamburi, piatti... In mezzo a questa orchestra c’è suo figlio. Arriva una ragazza, che tenta di suonare sul violino una melodia d’amore. Pensa che lui possa riuscire a sentirla, in mezzo a un tale frastuono di amore materno?»

Puoi trovarlo su Macrolibrarsi

martedì 1 aprile 2014

La Terapia Chelante disintossicarsi dai metalli tossici

La Terapia Chelante disintossicarsi dai metalli tossici, della dottoressa Fiamma Ferraro, è l'opera che si occupa del metodo scientificamente provato per prevenire gli effetti nocivi di metalli pesanti e tossine presenti nell’ ambiente o disintossicare l’organismo da essi.
I metalli tossici non si trovano soltanto in determinati luoghi, ma anche dove non potremmo mai immaginare come nelle otturazioni dentali eseguite con amalgama in argenti. In esse è presente mercurio superiore al livello accettato negli Usa. Che cosa accade quando, chi ha ricevuto questo tipo di otturazioni, viene a contatto con cibi acidi oppure beve una tisana calda o una tazzina di caffè?
Una quantità di mercurio evapora nella bocca “inquinandola”.
In alcuni stati negli Usa esiste il divieto di pesca o balneazione in laghi contaminati da mercurio equipollente alla stessa quantità presente in alcune otturazioni.
Questo vuol dire che, prendendo circa quattro otturazioni con amalgama di mercurio, e gettandole in un piccolo specchio d’acqua, si contribuirebbe a rendere il luogo inaccessibile.
Nello stesso modo sostanze tossiche sono rilasciate dalle scie degli aerei rendendo l’aria ricca di metalli pesanti che vanno a depositarsi anche su frutta e verdura che poi mangiamo.
Alcuni tipi di compresse contro l’acidità di stomaco contengono alluminio e lo stesso è presente nei deodoranti anti-traspiranti. Le particelle di alluminio, si depositano nelle ghiandole sudoripare ostacolandone la traspirazione e sono responsabili dell’incremento del rischio al tumore al seno.
Attenzione anche ai cosmetici, recentemente si parla molto di formaldeide, ma in essi sono presenti sostanze ancora più dannose.
La lettura del testo permetterà di conoscere maggiormente l'argomento, informarsi e proteggersi.
L’invito è di non sottovalutare la questione, ma anche di non entrare esageratamente in allarme poiché il nostro organismo è dotato di forti proprietà, autorigeneranti.
Inoltre, in casi estremi, è possibile ricorrere alla terapia chelante. Essa non è illustrata come la terapia miracolosa, ma presentata come un potente strumento a disposizione che può incoraggiare il processo di guarigione, permettendo al corpo di liberarsi dai metalli.
All'interno del volume sono indicate anche le sostanze naturali ad effetto chelante.
Per saperne di più non resta altro da fare che leggere il libro, potere all’informazione.

“Viviamo in un mondo tossico, ma non dobbiamo per forza vivere anche in un corpo tossico”
Fiamma Ferraro

Immagine Macrolibrarsi


Puoi trovarlo qui


*Contest vinto