martedì 8 aprile 2014

L’inganno dell’amore materno

*Contest vinto


Maternità e amore - Estratto da "L'inganno dell'Amore Materno"



L’inganno dell’amore materno, come evitare che il “Troppo Amore” distrugga i figli e la coppia, di Anatolij Nekrasov stravolge la visione della donna con figli intesa come "mamma chioccia" e invita a considerare la figura materna da una prospettiva differente. Una mamma non è solo tale ma, anche e soprattutto, una donna e una compagna. Un ruolo non scinde l’altro. Dimenticando questo si contribuisce a creare, con atteggiamenti errati, uno scompenso nei ruoli genitoriali. In tal modo, l’eccesso di amore materno diviene un problema non solo per la donna, ma per tutti i membri del nucleo familiare.

“[…] scopo della vita è amare. Amare se stessa, le persone, gli uomini, la Terra, la vita in quanto tale. La maternità dovrebbe essere solo una conseguenza di questo amore, che la donna realizza esclusivamente se è lei a volerlo. Una conseguenza, non lo scopo principale della vita”.

Nel libro sono riportati alcuni esempi che riguardano le conseguenze negative del troppo amore materno. Situazioni estreme generano problemi di salute nei figli o nel compagno o più frequentemente possono contribuire alla mancanza di radicamento e autostima con conseguente difficoltà nel riconoscimento e/o autoaffermazione dei propri  talenti, della propria volontà.
Può sembrare strano, ma l’eccesso di sentimento materno, dal punto di vista di Anatolij Nekrasov, può essere causa, tra i tanti disagi, anche di un mancato concepimento. Altri effetti sono visibili in una forte aggressività che i figli manifestano nei confronti dei genitori.
Una figura materna troppo presente, eccessivamente premurosa o autoritaria, impedisce ai figli di sviluppare una maturità tale che permetta loro di autosostenersi.
Di conseguenza, l'ingresso all'età adulta sarà difficoltoso. Privi degli strumenti necessari che servirebbero per discernere o affrontare determinate situazioni, possono facilmente scivolare in circostanze poco piacevoli.

"Se volete che i figli siano felici siate felici voi stessi. 
Ai figli si può dare solo ciò che si possiede”.

Da una frase come: ”Vivo solo per mio figlio” traspare un amore morboso che annulla la presenza del partner e concentra tutto sulla maternità, mentre, secondo l’autrice la base di questo amore dovrebbe essere l’amore dei coniugi (quando ci sono entrambi).
“Ho dato la mia vita per te, ho rinunciato a tutto”, l’impatto di frasi del genere sui figli può essere distruttivo.
Il troppo amore è inteso non come amore vero e proprio, ma attaccamento, smania di controllo, fonte di eccessive attenzioni, non ascolto delle vere esigenze dei figli e conseguente manipolazione delle loro vite, il più delle volte inconsapevole. 
A volte tale amore si adorna di competenze pedagogiche o proietta sui figli tutte quelle aspettative che corrispondono ai sogni non realizzati.
Tutto questo non può che generare squilibri.
Individui vittime del troppo amore possono arrivare, tuttavia, a ricoprire ruoli di potere, generando gravi problemi sociali, non mancano gli esempi anche nella realtà contemporanea.
Attraverso esempi e brevi storie Anatolij Nekrasov ci accompagna in un breve viaggio alla scoperta dell’altra faccia della medaglia dell’amore materno.

«Immagini un’orchestra: molte trombe, tamburi, piatti... In mezzo a questa orchestra c’è suo figlio. Arriva una ragazza, che tenta di suonare sul violino una melodia d’amore. Pensa che lui possa riuscire a sentirla, in mezzo a un tale frastuono di amore materno?»

Puoi trovarlo su Macrolibrarsi

4 commenti:

  1. Sono d'accordo nel dire che l'eccesso di amore non è amore, così come non lo è in una coppia, ma è qualcosa di distorto, di egoistico. Quello che cerco di tenere a mente con mia figlia è che il mio ruolo è quello di renderla autonoma e di diventare io superflua... Non posso negare che spesso, almeno per ora, vivo solo per lei... A volte "mio malgrado"!! :)
    Un saluto

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    1. Buongiorno auradiluna, nel libro si parla di situazioni eccessive e quel:"Vivo solo per lui" deve essere visto nel contesto del libro.
      Ci tengo a precisarlo anche per chi leggerà dopo :-)
      E' ovvio che le mamme vivano per i loro figli, ma il problema subentra, secondo l'autrice, quando la donna in questione rinuncia a tutto per concentrare attenzioni eccessive sui figli e succede anche se sono già grandi.
      Qui racconto il punto di vista dell'autrice, non il mio :-)
      Riguardo molti punti sono d'accordo, ma si tratta di un argomento delicato, mi piace molto quando lei dice:
      “[…] scopo della vita è amare. Amare se stessa, le persone, gli uomini, la Terra, la vita in quanto tale. La maternità dovrebbe essere solo una conseguenza di questo amore, che la donna realizza esclusivamente se è lei a volerlo. Una conseguenza, non lo scopo principale della vita”.

      Una persona dolce e sensibile come te non può che essere una brava mamma :-)
      Buona giornata :*

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  2. Concordo... ma penso che anche se per qualcuna fosse lo scopo principale, non dovrebbe mai sconfinare nell'ossessione, nel controllo, nella paranoia..
    Quando dicevo che vivo solo per la mia bimba era ironico eh, cioè io vorrei anche fare altro !! :DD

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    1. Purtroppo ce ne sono, anche se non conosco casi gravissimi :)
      Avevo capito cosa volevi dire, ma è un argomento così delicato che mi ha preoccupato un pochino scrivere questa presentazione. :*

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